Lui stava in piedi fuori dal bar, reggendo il suo terzo spritz, leggermente malfermo. Il suo amico gli era di fronte, reggendo uno spritz, leggermente malfermo. Erano tutti e due ben vestiti, e ovviamente "provati dalla giornata". Intorno, un brulicare di facce, metà delle quali più o meno note. Lui salutò qualcuno, facendo un gesto, e poi disse al suo amico che era "un idiota". Tornarono ai loro discorsi, di discreto interesse. Il tema erano soprattutto gli stupri. Il suo amico conosceva una studentessa che era stata stuprata; la conosceva anche lui. In effetti, tutti e due erano stati a letto con la studentessa. Prima che fosse stuprata. Di questo stupro lui aveva letto da qualche parte, ma non l'aveva associato a lei -non poteva. Disse questo: che era strano leggere di qualcuno, soprattutto in casi del genere, e scoprire che lo conoscevi. Il suo amico, in linea di massima, era d'accordo. La sera era umida. Lui considerava se passare da casa -lo aspettava una lunga nottata, era ancora indeciso fra due o tre proposte, la sera era fredda, lui era ancora, in fondo, piuttosto giovane, la città era bellissima e malinconica, illuminata da luci basse, lui pensò a quella ragazza stuprata, quando era stato a letto con lei, a come sembrava, erano pochi anni prima, lui era molto diverso, erano tutti molto diversi, ma in un altro senso erano tutti uguali, e con un sorso asciutto, virile, finì lo spritz e disse che andava a casa.

