Dovrei editare un'operetta morale, ma non me la sento. C'è quasi tutta, sul mio quaderno -tranne il finale, che sarà apocalittico- -naturalmente, sarà apocalittico.
Piuttosto. All'aereoporto di Singapore, nella terrazza bar dove mi sono precipitato a fumare, pensavo che gli scali mi piacciono, specialmente nei posti esotici. Il posto esotico è lì a due passi, e sei chiuso nell'aereoporto, condannato a vagare come uno zombi tra le sue nonluogose vetrine. Sulla terrazza era molto umido; non male. Cercavo di indovinare qualcosa del posto, in base alle facce di quelli che lavoravano: ma era un esercizio un po' stupido. Ero un po' alticcio, per il vino ed il bourbon bevuto in aereo, e di Singapore non mi sarebbe rimasto nulla al di fuori di quel caldo umido, che impregnava un cielo violaceo e vagamente narcotico.
Invece -consiglio ai naviganti-, se dovete atterrare d'emergenza da qualche parte, abbiate cura di non farlo in Germania. Diciamo che il vostro aereo è diretto a Londra, e che a Londra, che strano, in quel momento c'è pioggia e nebbia. Se il pilota vi dice che ha intenzione di riparare su Francoforte, supplicatelo di riparare da un'altra parte -da qualunque altra parte, e perchè no a Singapore. Se atterrate sulla pista di Francoforte, e a Francoforte non aspettavano il vostro volo, rischiate di passare l'inferno. L'inferno ha l'aspetto di cinque ore chiuso dentro il velivolo, senza l'autorizzazione a sbarcare nè a ripartire. Dopo 24 ore di viaggio, la cosa potrebbe rendervi un po' nervosi. Potrebbe prendervi l'insano capriccio di andare in bagno a fumare, benchè sia proibito. Il vostro piano -dare due o tre boccate, spegnere la sigaretta e riporla nel suo pacchetto- sarebbe sventato da una hostess ligia al dovere, e questo dopo la prima, cauta boccata. L'autodifesa che pareva averla ammansita (-Sa com'è, la situazione mi rende nervoso-) sarebbe usata contro di voi con effetto immediato, e udreste la hostess spiegare al microfono che: -Ci rendiamo conto che la situazione vi rende nervosi, ma desideriamo informare i passeggeri che è assolutamente proibito fumare in aereo, compreso il bagno-. Ottenuta l'autorizzazione a sbarcare, e non ricevendo istruzioni, rischiereste di uscire dalla zona d'imbarco, preoccupati per il vostro bagaglio, e di non essere autorizzati a rientrarvi perchè sprovvisti di una carta d'imbarco da Francoforte. Al personale non importerebbe sapere che lo staff Qantas è dentro la zona d'imbarco, anche se vi hanno spiegato che per avere la carta d'imbarco dovete rivolgervi allo staff Qantas.
Per fortuna, ieri hanno aperto l'aereoporto low cost di Marsiglia, e quei signori di Francoforte la prenderanno tutti nel culo. Con rispetto parlando.
In Italia, la prima stranezza -la prima di una serie nutrita, sospetto- è il tilt spaziotemporale per cui alle prove di accesso al dottorato i candidati conoscono già i vincitori, e te li sanno indicare con precisione implacabile. Questa reversione del tempo mi preoccupa molto, e non mi piacerebbe sostenere di nuovo gli esami di maturità -parlando al contrario, per giunta-, o rimettermi in bocca i denti del giudizio -finiti nel mentre chissà dove.
Per fortuna -c'è sempre un per fortuna da spendere- già questa mattina il tempo aveva smesso di retrocedere, e se non altro si era fermato. L'ho capito perchè sul giornale parlavano della street rave parade di domani, con il sindaco che litiga con i centri sociali, i centri sociali che litigano col questore, il questore che litiga con il sindaco e quella spaziale testa di cazzo di Monteventi -cui volgo cari saluti- che si mette di mezzo. Questa scena, al millimetro, l'avevo vista nel mese di giugno. Il buono è che abbiamo una lunga estate davanti.
Conferma che il tempo si è temporaneamente fermato: in via D'Azeglio, le impellicciate, amenorreiche signore della Bologna bene raccoglievano firme contro il progetto della nuova moschea. Se scopassero un po' di più, con quelle loro vulve spampanate e avvizzite, si curerebbero meno della moschea. E dovrebbe occuparsene Allah, che mi dicono essere un buon amatore.
Questa mattina, inoltre, la consistenza dell'aria era greve, la luce era pallida e inconsistente e io guardavo i mammiferi dal vetro dell'aerobus, con un malessere collocato tra stomaco e nuca, per via dell'hang over. Poco presente a me stesso, e per ciò ben disposto al sorriso -anche se tutti i mammiferi, indistintamente, mi sembravano pazzi- sono andato all'aereoporto a recuperare il mio zaino. Era rimasto in ostaggio all'aereoporto di Francoforte; perchè sprovvisto, immagino, della carta d'imbarco.
(sull'aerobus ho iniziato a leggere Infinite Jest, che mi farà passare, per molto tempo, la voglia di scrivere)
