Dalla bacheca di una libreria dell’usato:
“Existentialist Society
For those interested in the ideas of De Beauvoir, Camus, Dostoyevsky, Heidegger, Jaspers, Kafka, Kierkegard, Merleau-Ponty, Nietzsche, Sartre, Steiner….”
(tit: "Dostoyevsky non si scrive cosi', lo so, che non lo so")
L’occhio mi cade regolarmente sui passi sincronizzati.
Quando due o più persone camminano insieme, e per un certo lasso di tempo muovono avanti le gambe alla stessa velocità, e all’incirca la stessa ampiezza. E’ quasi sempre un caso, il momento armonico di un periodo destinato a spezzarsi in due andature distinte, e un mulinare di gambe che si calpestano e si sovrappongono.
Se mi è possibile, aspetto di vedere il periodo concluso, fino a un nuovo punto di sincronia; ma a volte i camminatori si fermano, o sterzano bruscamente o si mischiano nella folla. In ogni caso l’effetto cambia: seguire il ciclo tra due armonie è osservare un fenomeno, e prendere atto che la meccanica del movimento ha una sua costanza, come tutti i fenomeni naturali. Questo ha una sua bellezza, ma non somiglia al colpo d’occhio su un’armonia provvisoria, che ti illude, se hai voglia di farti illudere, di potere durare per sempre; che i camminatori siano davvero e perfettamente sincronizzati; che per questa ragione marcino insieme; che dal caos fuoriesca qualcosa di inevitabile, come l’incontro tra due voci naturalmente accordate.
“Atheist Society
Should religions be tolerated?”
Ma capita spesso di riconoscere, negli eventi, qualcosa di simile alla grammatica musicale. Ovviamente è il contrario, è la musica, come prodotto dell’uomo, a formalizzare certe durate e certi rapporti.
Questa mattina camminavo nel centro di Melbourne, avvolto in un tipo strano di solitudine -che proviene da quello che mi sta capitando, e da come lo filtro secondo disposizioni acquisite.
Mi muovevo un po’ a caso, contro e incontro alla calca. A un certo punto ho girato l’angolo ed ero in mezzo a una protesta di massa. Migliaia di cittadini australiani gridavano slogan contro il primo ministro e la sua politica in materia ambientale. In due mesi non avevo visto niente di simile, ed ero convinto che agli australiani la politica non importi gran che.
Ho seguito il flusso dei dimostranti, teso a osservare e insieme perso nel mio isolamento, come una pelle sottile che mi separava da loro due volte -la prima volta, per essere uno straniero. Tra i due eventi, fuori e dentro di me, c’era uno strano contrasto, e offriva un senso che potevo intuire, ma non avrei saputo spiegare. Dopo qualche minuto ho sterzato per una via laterale, e il movimento si è sciolto: non ne sentivo più la tensione, ma forse sarebbe durata più a lungo, se avessi l’orecchio allenato.
“Exploring the transformative potential in women’s aggressive fantasies of esplosive visibility”
D’altronde può essere vero il contrario. Se i miei occhi fossero più precisi, cioè avessero una maggiore capacità di analisi fotocinetica, vedrebbero che la sincronia dei camminatori dura appena un secondo, o una sua frazione, e intorno ci sono approssimazioni di sincronia.
Al contrario, se i camminatori hanno un passo abbastanza simile, io vedo un lungo momento armonico degli arti inferiori, che s’incrina e poi rompe del tutto e poi tende a ricomporsi e si ricompone, in un nuovo momento armonico. L’intero ciclo si può riassumere in fasi, che si succedono abbastanza rapidamente ma restano chiaramente visibili, e si possono esprimere con parole e concetti semplici. Questa approssimazione dell’occhio e del cervello ha un vantaggio: fa percepire un momento qualunque di un certo evento come qualcosa di bello, e rende questa bellezza facilmente comunicabile.
“Learn Italian.
Beginners, advancer,professionals. Call Laura, ad italian student from Verona”
Mi pare che chi ama la musica dovrebbe amare la geometria.
A me piacciono entrambe; ma in effetti c’è un sacco di gente a cui non piace la geometria -mentre la musica pare piacere a tutti.
Quello che la musica fa col tempo, la geometria lo fa con lo spazio. Con la differenza che i nostri organi percettivi possono organizzare lo spazio in modo abbastanza articolato, mentre non possono percepire il tempo, se non attraverso qualcosa che ha luogo nel tempo -come ad esempio il suono. Ma siccome lo spazio ed il tempo sono la stessa cosa, stando a ciò che sappiamo, allora la musica e la geometria si assomigliano molto. Certo, poiché la percezione del tempo ci resta un po’ più impalpabile (ma è colpa del modo in cui siamo fatti) siamo soliti attribuirgli, e a quanto vi si dispone, un valore diverso e probabilmente più alto -mediamente parlando.
“Sea of Faith
Jesus, Judas and Mordy”
E adesso l’Operetta Morale del giorno.
Protagoniste le divinità: il famoso Colui-Che-E’ (CCE) e gli amici Colui-Che-Beh (CCB) e Colui-Che-Però (CCP).
I tre, per passare il tempo -o forse per passare lo spazio- hanno organizzato una gara.
La gara consiste in questo: nell’universo, o nella porzione di universo che ciascuno amministra, dovranno inventare qualcosa, un fenomeno o una creatura che si distingua per stupidità.
Colui-Che-E’ ha osservato con gusto le invenzioni degli altri, e si è congratulato per l’estro e il sadismo che tali invenzioni sottendono.
Giunto il suo turno, invita Colui-Che-Beh e Colui-Che-Però a osservare un granello di polvere collocato all’estrema periferia del suo territorio.
Gli altri dei sono costretti a sforzare la vista, e questo, essendo entrambi avanti con gli anni, li indispone parecchio. Chiedono al loro amico quale sia, di tanti, il giusto granello, e alla fine ne individuano uno di color verdazzurro.
-E allora sentiamo, qual è l’invenzione?- domanda Colui-Che-Però
-Fate ancora una sforzo, e guardate meglio il granello sulla sua superficie. Nelle sue parti verdi, e specialmente in quelle meno verdi rispetto alle altre, ci sono queste cosine che si muovono. Sono molto piccole, quindi dovete guardare bene
Gli dei sono esterrefatti.
-Con tutto lo spazio che c’era- borbotta Colui-Che-Beh
-O tutto il tempo- precisa Colui-Che-Però
CCB: -…hai fatto una cosa così piccina
CCP: -Perdi colpi, vecchio mio
CCE fa un sorriso, pregustando il trionfo: ha fatto qualcosa di piccolo, e addirittura insignificante per lasciare di stucco i suoi amici divini.
-Guardate- dice loro, indicando il granello
CCB: -E quali sarebbero queste cose che dovremmo guardare? Perché vedo un po’ tutto muoversi, nelle parti verdi ed in quelle blu, e hanno fogge diverse
CCP: -Sono quelle cose con scritto “Qantas” sul fianco?
CCE- No, quelli si chiamano aerei, e servono a far muovere più veloci le cose di cui vi parlo. C’e’ una di quelle cose, che in capo a due giorni dovrebbe usare un aereo per muoversi da un punto del granello ad un altro. Ma non è ancora sicuro. Secondo voi cosa deve fare?
CCP e CCB si guardano l’uno con l’altro increduli.
-Che bischerate ci stai raccontando?- esclamano ad una voce, tradendo le origini toscane di cui, con ragione, si vergognano un po’.
-Scusa- ragiona CCP. -Neppure sappiamo quali sono queste creature, tra tante che abitano quel granello. Cosa può interessarci di una in particolare? Cos’ha costui di speciale?
CCE: -Niente di niente. Lasciate perdere, e tornate a guardare: sono sparsi un po’ dappertutto
(Continua…)
(domani)