Sempre da Byron Bay. Trovo questa striscia su un foglio locale, uno di quei giornali gratuiti che danno nei pub, per promuovere eventi e concerti. Nella prima vignetta c'e' un esercito di turisti, con teste di coccodrillo, che accorrono a Byron; nella seconda i turisti si mangiano letteralmente la terra; nell'ultima sono spariti, lasciando immense masse fecali a coprire il paese, e il faro.
La striscia mi da' un fastidio violento. Gli adepti del salutismo globale sono prodighi di consigli e servizi, ma sono anche pieni di sprezzo. La pagina delle lettere e' molto eloquente. E' tutta gente del posto, scagliata in lamenti per l'incoscienza dell'uomo e filippiche ambientaliste. Questi appelli sono un impasto di frasi fatte, e cosi' urlati da risultare patetici. Hanno assorbito come spugne giganti il paternalismo delle istituzioni di qui; si direbbe, anzi, che la lezioncina abbia sollevato in loro qualcosa di molto profondo, fragilita' e frustrazione. Adesso hanno una causa, e un metro per giudicare l'intelligenza degli altri.

L'epitome di tutto questo e' l'Arts Factory, in una macchia di bosco pluviale, oltre la ferrovia. E' camping, ostello, cinema d'essay; e' piscina, e' Buddha Bar, e' centro ricreativo e sportivo; fanno corsi di yoga, reiki, massaggio thailandese, giapponese, svedese; schitarrate, escursioni, serate a tema, dj set, lounge e chill out, didgeridoo, danze africane e musica giamaicana. Ragazzi e ragazze dai corpi e dai volti perfetti ciondolano con fare appannato, o dormono sulle amache, o flirtano a bordo vasca. I pappagalli, e altri volatili accompagnano il canto filodiffuso di Thom Yorke, che diventa Beck che diventa Bjork. Chi e' stanco, e per qualche ragione sembrano tutti stanchi, bivacca sulle poltrone, tra i tavoli da biliardo, bevendo centrifugati di frutta esotica. Il Buddha Bar apre alle quattro del pomeriggio; la birra e i superalcolici rimpiazzano i centrifugati, cosi' in fretta che sembra una metamorfosi. Dal banco di nuvole si aprono squarci violenti di luce, e mi viene in mente uno scritto di Veronesi che ho letto prima della partenza. Era una rubrica su un settimanale, e parlava della necessita' di sottrarre. Dice la stessa cosa nel suo ultimo libro, quello che ha soffiato lo Strega a Rossana Rossanda.

Al di fuori del giro hippie, i giornali gratuiti si trovano ovunque, e sono pieni di scatti presi in giro la sera, negli stessi locali che si promuove. Nelle foto ci sono ragazze belle e discinte, in pose ammiccanti, immortalate allo zenith del loro divertimento -e della loro esistenza. Non hanno l'aria innocente, ma probabilmente non si rendono conto del loro valore di mercato -che svendono miseramente. La loro carne e' ammucchiata di foto in foto, e scatena un'immensa vertigine di desiderio. Se non fosse abbastanza, c'e' il flusso continuo e ipnotico della musica, e l'offerta illimitata di droghe: con una tale combinazione, il risultato dovrebbe essere garantito.
In pratica, l'industria dell'euforia si distingue in questo dalla prostituzione: non vende il sesso direttamente, poiche' sarebbe illegale, ma vi allude continuamente, e offre l'attrezzatura per scalare il piano intermedio, che e' appunto quello dell'euforia. Essa e' lo scopo subordinato: muovendo dal presupposto, sicuramente fondato, che l'accoppiamento e' una volonta' condivisa, ma che nelle condizioni di vita della societa' occidentale e' naturalmente alienato. L'euforia e' appena piu' artificiale del nostro desiderio, se confrontato con quello di molte specie animali: il cui processo di eccitamento ha poco o nulla in comune con l'euforia. Quest'ultima, svegliando il desiderio, produce effetti spesso non controllabili. Per indurre al consumo, il desiderio dovrebbe essere mantenuto ad un medio livello: parzialmente o saltuariamente appagato, ma mai abbastanza. Sempre piu' spesso, invece, il desiderio eccede in intensita', o devia in natura.

Al fin della fiera, per verificare sul campo la bonta' delle mie osservazioni, sono stato all'ennesima notte di miss Maglietta Bagnata. C'era tanta di quella euforia che la meta' dei presenti aveva in tasca una grossa matita; tanta di quella carne che il posto sarebbe potuto esplodere, con il giusto reagente; che un flagello divino non sarebbe stato a sproposito. La sera dopo, lasciata Byron per Brisbane, sono stato in uno strip bar: ovviamente, le ballerine offrivano qualche carezza supplementare ad un piccolo sovrapprezzo. L'atmosfera, come e' quasi sempre in posti del genere, era tetra e stantia.
La pelle e' l'organo piu' grande del corpo umano, con una superficie di circa due metri quadri. Composta dal derma e dall'epidermide, con diverse pigmentazioni, essa ha anzitutto una funzione protettiva e contenitiva dei muscoli e degli organi interni. Inoltre, nei casi piu' fortunati, e' bellissima.
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NOTE:
- donne, non vi piace pensare di essere sempre, comunque in vendita, sebbene non posate per Sisley e non mercificate i vostri poveri corpi? allora insistete per pagare anche voi l'ingresso in disco, come fanno i maschietti. se vi fanno presente che voi potete entrare gratis, impuntatevi per pagare lo stesso. tanto si paga sempre, da una parte o all'altra
- Rock DJ e' decisamente la canzone da strip per antonomasia. Quel Robbie Williams e' un gran paraculo, ma a suo modo e' geniale, o si circonda di mercanti geniali. Per esempio: vi ricordate il video?
