Abbasso il didgeridou. Tanto per cominciare. Abbasso quel coso, comunque si scriva. E abbasso gli indigeni che si conciano da pagliacci, fanno partire la base elettronica e soffiano dentro quei tubi; abbasso la gente che si ferma a guardarli, e sorride, sentendosi trendy e cittadina del mondo.
Non e' certo una novita'. Noialtri non solo gli fottiamo la terra, a tutti i negri del mondo, non solo li scotenniamo, li chiudiamo in riserva e li sbattiamo nei campi di cotone a suonare il blues, non solo. Ma soprattutto, li istighiamo a fare i buffoni, a svendersi, a mendicare. C'e' pure il caso che sia colpa loro: se avessero un senso alto della dignita' , cioe' un senso tragico, preferirebbero forse sparire, dissolversi negli elementi piuttosto che fare la parodia di se' stessi, e dipingersi tutti e sorridere come le scimmie allo zoo. Ma noialtri abbiamo questo sadismo, per cui non solo facciamo razzia di ogni terra, e di tutti gli averi, non solo giochiamo a palla sui ruderi, ma poi dobbiamo anche salvarne i reperti -possibilmente, viventi. Che questi si snaturino fino a valere nulla, a non avere alcun senso, c'importa quanto sapere che la terra esplorabile e' stata messa a regime, profumata e infiocchettata a nostro uso e consumo. Allora, ridiamoci un certo tono. Mangiamo il sushi e il kebab, facciamo i turisti sessuali in Thailandia: questa e' razzia, e sta nel diritto dei vincitori -d'altronde finira' presto, e' la nostra Salo'.
Ma non compriamo le collanine, non compriamo i dischi degli aborigeni che soffiano dentro i tubi (e non dite che e' solo perche' vi piace). Non facciamo volontariato -che per una che se ne fa giusta, cento se ne scappellano. Riprendiamoci il senno. Abbiamo predato, scotennato, struprato e razziato. Ora non piangiamo lacrime false.
Cio' detto. Con Sydney sono in countdown. Vado a Hervey Bay; un'ottima scelta, considerato che e' un ritrovo alla moda di squali e che Fraser Island, decantata ed attigua, e' solcabile solo su fuoristrada -e mancano i soldi. Ci sarebbe anche il whalewatching, ma tanto per non ripetermi mancano i soldi.
Nel pomeriggio, sull'erba fina di un college, un college di classe, una degustazione di vini -il pomeriggio ozioso, le bambine prese in giochi sinistri, le famiglie ubriache. Sotto, impassibile, il mare.
Come viaggiatore non sono un gran che. Ho lo zaino pieno di libri.
Domani, col benestare delle balene, semino foto negli ultimi post. Come sempre, le parole non servono.
