Stamane ho preso un caffe' macchiato.
Embe'?
Niente. Solo, ho pensato che in oltre un mese dacche' son quaggiu' non avevo mai preso un caffe' macchiato. Il fatto e' che a casa lo prendo sempre macchiato. Mentre qui mi sono sempre accontentato dello short black, che tradotto significa "succedaneo del caffe' espresso". E perche'? Perche' non sapevo come chiedere un "caffe' macchiato". Uno dice: chiedi un coffee with milk, baluba che sei. Eh, no, belli di Artemide: perche' qui le milleeuna varieta' di caffe' le chiamano nei modi piu' astrusi -e per esempio, "latte" significa "latte macchiato". Non ci vorrebbe molto a scoprirlo, e' vero. Solo che io sono pigro. Ho questa forma di pigrizia mentale che mi trattiene dall'approfondire le cose, e mi riporta, implacabile, negli stessi giri di gesti e consumi acquisiti. Con risultati paradossali, talvolta. E dire che sarei anche una persona curiosa. Per esempio, mi cibo delle cose piu' strane e piu' pittoresche che trovo al mercato: le prendo dagli scaffali e le infilo in tasca, o nei casi peggiori le pago, senza punto chiedere o chiedermi di cosa si tratti -ho poi scoperto trattarsi di interiora di sudcoreani. Quanto al caffe', invece, sono andato avanti sei settimane contentandomi dello short black -che tradotto significa: "se vuoi un vero caffe' te ne torni in Italia". Ora, in realta' e' meno grave di quanto sembri. Al lavoro mi faccio quattro o cinque caffe' al giorno, e qualcun altro in ostello. Dacche' non mi capita spesso di entrare al bar e chiedere uno short black -che tradotto significa: "sempre meglio di una razza in un occhio". Tra l'altro e' piuttosto caro, e neanche poi cosi' buono -e questa rivelazione vi spiazza, lo so.
Poi stamane, senza alcuna ragione, sono sceso al bar e quando la cameriera mi ha offerto, insieme o al posto delle sue grazie, un saporito short black, le ho risposto d'istinto che non sapevo che farmene di un negro ipotrofico, e che volevo uno "short with milk". E lei (senza smettere di spogliarsi): -Oh, you mean a macchiato.
Gia'. Il caffe' macchiato si dice: macchiato.

Se fossi un noioso pedagogo vi direi la morale di questa favola. E invece, pure stimando poco o punto la vostra intelligenza -dico cosi' in generale, lo so che TU sei diverso-, lascero' che i postulati speculativi di questo piccolo conte philosophique vi lavorino in testa, in silenzio e con discrezione, fino a cambiare radicalmente le vostre vite. Poi, se volete, potete anche comunicarmi i referti epistemici nei commenti.
Vi do' giusto un indizio. Steve Irwin, per una volta, non c'entra. Dio, per quanto...

