Le vie dei Qantas

Antipatici antipodi (taccuino australiano)

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lunedì, 18 settembre 2006

Gabba Gabba Hey!

Ho passato un week end cupo, a riflettere sulle mie deficienze sociali.
Il mio rating mondano è in picchiata, da queste parti.
E’ pur vero che a Bologna mi stavano quasi tutti sul culo, e pure uscendo e ubriacandomi quasi tutte le sere rincasavo con le pive nel sacco e i coglioni frullati. Questo la dice lunga; come quando al tavolo verde non riesci a capire chi è il pollo.
Anche il mio rating di socievolezza è in picchiata, e si avvicina alla quota dei personaggi nerd di Houellebecq. Colpa di un'indole fiera e di un carattere timido e schivo. 
Di fatto, non mi piace quasi nessuno.  
Fossi almeno provvisto di fascino, potrei ambire ad una claque adorante, fatta di scribacchini maldestri e di groupies discinte. Ma si vede che non sono il tipo che migliora invecchiando -alla Sean Connery, tipo-, e il mio rating di fascino è passato da scarso a scarsissimo. Non lo dico io, lo dicono le statistiche.



Pure, ogni tanto bisogna mettere il becco fuori; anche sapendo che finirai per rimpiangere il tepore della tua tana, dove la nullità cosmica del tuo pensiero non deve incontrarsi con quella altrui, e scambiare notizie sul nulla -nella blanda speranza di copulare, perchè infine è lì che torna sempre il pensiero, quel babbeo troglodita.

Così, bypassando le barriere linguistiche -e relative occasioni mondane-, ho acquisito la deleteria abitudine di bazzicare un sito di italian trippers. Un covo di simpatia, vi assicuro.
Ho fatto così conoscenza del già citato Zio Fester. E l’altra sera, io e lo Zio siamo andati a conoscere la Ragazza X, anche lei bazzicatrice del sito.
A dirla tutta, avevo anche invitato due romane coattissime intervistate nel pomeriggio -parte integrante della delegazione della Sapienza, nel ruolo delle “due hostess fatte passare per studentesse”. Non sono venute.
(da scarso a scarsissimo, ricordate)
L’incontro con la Ragazza X si preannunciava malissimo, soprattutto per lei. Ma anche a me l’idea di competere con lo Zio, rivelatosi quale un cazzone dei più mefitici, non faceva per niente. Lo Zio è il tipo d’uomo che s’intromette nelle chiacchiere altrui, per dire cose che non c’entrano un palo. Lo fa con questo ghigno stampato, che t’impedisce di mandarlo a far bene. E poi la Ragazza X non era il mio tipo.
Purtroppo, la sera si è trascinata altre cinque ore, in due o tre topaie assordanti di Brunswick Street, incamerando zilioni di decibel e lasciandoci dollaroni fumanti -e badate, “topaia” è polisemia intenzionale. 

L'unica cosa buona, l’alba sulla via del ritorno.
E questo la dice lunga sul rating, il fascino e la socievolezza. Cip cip.



 Poi oggi, sul lungofiume, pensavo che quanto a fascino c’è un pacco di gente che non arriva neppure a “scarsissimo”, totalizzando al massimo “infimo”.
Lungi dal consolarmi, questa illuminazione -che la mediocrità non ha fine, che la piramide è lunga e stretta- ha contribuito ad abbattermi.
La scena non aiutava: il lungofiume era malinconico ed imbrunito.
Decisamente non era giorno da ricordare; e del resto non sono capace di vivere per raccontarlo.

In compenso, a dimostrazione che la commedia non è mai tragica, la vita sola è tragica, mentre rimuginavo ho incrociato una truppa di tetraplegici che faceva il suo jogging domenicale.


Hey, Ho, Let's Go!


Ma a voi, giustamente, delle mie seghe non può fregare di meno, e se c’è modo di ripagare il disturbo di passare di qua, questo è solo la lista dei reperti etnografici.
E allora:

Bagni pubblici

Ce n’è un botto, tanto per cominciare. Poi, quando si chiude la porta automatica parte una musichina da sala d’attesa, concepita probabilmente per allietare i momenti più duri. Infine, un vero colpo di genio: il pulsante dello sciacquone è lo stesso che riapre la porta automatica. Come dire: non è che non ci fidiamo, e d’altra parte se vuoi convivere con i tuoi escrementi fa pure.



Maresciallo Rock

Il concerto settimanale al mercato vedeva di scena la soul band della polizia del Victoria. Ho pensato all’equivalente nostrano, con l’appuntato Zappalà al sax tenore e la Arcuri corista.

Cassieri

Al supermercato, i cassieri sono tenuti a imbustare la merce, con un raffinato congegno meccanico che li avverte quando il peso è off limits -e allora, pensate, cambiano busta. E’ un sistema eccellente per risparmiare ai clienti il quesito amletico: -Vuole una busta?-, cui almeno una volta, ne sono certo, siete stati tentati di replicare: -No, grazie, venticinque prodotti li porto a casa anche a mano

Spina biforcuta

Al mercatino dei libri dello Ian Potter Centre, una donna grinzosa espone i suoi libri sulla SBO, la spina bifida occulta. A suo dire -e probabilmente ha ragione, non farò il moccioso saccente- forme lievi di spina bifida non si manifestano che a seguito di analisi approfondite -come nel caso suo, dopo un incidente- e tuttavia possono complicare la vita. Mi ha mostrato orgogliosa il carteggio che ha avuto col premier, per metterlo a parte di questa piaga sanitaria chissà perché trascurata. Mi ha chiesto anche se avevo problemi alla schiena. Non ne ho.
-Eh, non ancora: ma attento, che la vita è imprevedibile-




Figli di troia

 In ostello mi sono state trafugate cibarie. Una via l’altra: un mango, un vasetto di salsa tartara, zucchero. Se becco quel figlio di una madonna inculata, giuro che gli spolpo le falangi. Anche quelle dei piedi, che non si sa mai. Gli ossicini saranno usati come stuzzicadenti.
E io me la portai al fiume

Il mood riflessivo ha chiesto una passeggiata di dieci chilometri sul lungo-Yarra. Molti ciclisti dai quadricipiti femorali guizzanti; qualche podista volonteroso; pareti da arrampicata sotto la freeway; bel panorama. Come diceva la Lonely Planet, parlando però di Venezia, il segreto è camminare, Gente

Che parte da Che Guevara e arriva fino a madre Teresa

Fed Square è il trionfo del meltin’ potta. Tanto per cominciare, c’era il Festival dell’Indonesia. Poi, di fianco, l’expo chiamata Earth from Above,  naturalmente una pippa di ambientalisti. Nondimeno, certe foto mozzavano il fiato. Quella di Venezia, ad esempio.

All you need is Nimesulide

Una ragazza di età indefinita si guarda intorno curiosa tra le gigantografie. Ha un viso angelico e malizioso, avvolto dai lunghi capelli scuri. Indossa una maglia verde smeraldo, un foulard viola e un paio di jeans slavati, che le stringono i fianchi materni. Negli occhi ha un'agilità ballerina, come frenata dalle braccia conserte -un riserbo eccitante.
Sta con un gruppo di nativi. Che ci fa insieme a loro?

Nel mentre, una freakettona sfoglia sciattamente il catalogo della mostra. Lo fa senza alcun interesse, maneggiando il volume alla bruttodio e aprendo pagine a caso, rapidamente, mimando una fretta che chiaramente non ha. Ho voglia di prenderla a pugni.

Giro giro tondo 

Al Casinò.
Ci sono troppe luci di plastica, troppi occhi a mandorla e troppe manovre (dove cambiare i soldi; qual è il taglio minimo; cos’è quella carta magnetica che infilano nelle slot) perché sia invogliato a giocare. Ma gli altri ci danno dentro: cinquanta o cento dollari a botta sulle uscite meno probabili, montagne di grana nella stanza del poker. Dovrei passarci ubriaco per dondolarmi un po’ in giro. La maggior parte del personale è oscenamente giovane: ma è improponibile, un croupier senza un pelo in volto. La divisa è ridicola: coroncine stampate sulla stoffa stretta del gilet rosso e blu.
E’ la più grande sala da gioco dell’emisfero sud, secondo la guida; la terza nel mondo.




 
postato da: vannij alle ore 03:43 | link | commenti (10)
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Commenti
#1    18 Settembre 2006 - 11:28
 
Ma quando riuscirai a copulare, però, condividerai il successo?..stai creando in tutti noi un'aspettativa che non devi deludere!

Rappresentante dei Lettori
utente anonimo

#2    18 Settembre 2006 - 13:25
 
pietà!

rappresentante della madre
utente anonimo

#3    18 Settembre 2006 - 13:56
 
@RdL: la versione uncut sara' edita solo fra qualche anno.

@RdM: non ve n'e', e' cosa assodata.

vj
utente anonimo

#4    18 Settembre 2006 - 14:05
 
Gopai, se può consolarti ho passato anch'io un weekend ai minimi storici.
Sabato ho litigato con due scimmie... una napoletana e una palermitana... non so se fosse colpa di mastella anche questa volta... comunque almeno uno dei due aveva a che fare con l'indulto.
Temo che il medesimo rozzo soggetto mi scorazzerà in casa quest'anno... non so se armarmi per far valere il codice barbaricino o fare un corso intensivo di concordia ulivista. Dubito che nel secondo caso sarei persuaso, i precettori ultimamente fertilizzano poco. Almeno con la prima ipotesi avrei una scusante, i mores maiorum. Va beh... lasciam perdere
Vedi è bello bere la sera senza scendere nel nichilismo ferino, ma solo celebrare un po' di estetica della vita. Anche se la tua mondanità australiana non pare prospera... Bologna è sempre lo stesso circuito... anche qui tanti Zii e frikettone all'apice del travestimento. Semplicemente fauna che mi diminuisce come persona.

A contralatre un po' di fortuna: le femmine dal riserbo eccitante non hanno patrie... capitano ovunque e a volte a pennello per due occhi capaci di raccontarle.
Ogni tanto incontro la malizosa di Rimbaud... sin quando non le parlo continuerà a non essere mediocre.
Ho fatto finta di non sentirla quando capii che era solo un bel poster
L'affinità come esposizone candida dell'Io è sporadica...
al ladro di salsa tartara manda una testa di capretto mozzato. Se è un uomo d'onore restituirà la refurtiva, altrimenti la userà come contorno per il capretto.
In questo caso ricordati di avvelenare la bestia
Ora vado a pranzare
Marco
utente anonimo

#5    18 Settembre 2006 - 17:05
 
questo post ispira l'associazione d'idea. spina dorsale, dunque osso sacro. madonna inculata, dunque celbrazione religiosa (cioè la messa). osso sacro, dunque messa in culo. e il cerchio si chiude.
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#6    18 Settembre 2006 - 19:14
 
La frittura insieme... Mmmhhh... Ultimamente proprio non capisco il tuo linguaggio... Sarà che non ci vediamo da quasi un anno? Cmq non capisco proprio come parli...
Ma sei sempre nel mio cuore!
Ciao!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaDFrancia

#7    19 Settembre 2006 - 02:39
 
@ clos: esatto, hai dissepolto lo scheletro concettuale del post. e anche quello figurativo. ma hai scordato gli ossicini spolpati. perchè non solo lo sperma, ma altresì il sangue impera.

@AnnaDiFrancia: tanto per cominciare, voglio dirti che non sarò la tua consolazione e neanche il padre del tuo prossimo bambino. mi spiace. so che ci speravi.
...e poi leggi anche i miei post, non solo i commenti che lascio da te. facciamo che adesso passo e mi spiego meglio (anche se parlavo a quell'altro).
infine, percepisco un certo sollievo quando scrivi "non ci vediamo da un anno". come ti capisco, sai?
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#8    19 Settembre 2006 - 02:48
 
>non so se fosse colpa di Mastella anche questa volta

è sempre colpa di Mastella. anche la macchia d'olio sui calzoni nuovi.

>Ogni tanto incontro la malizosa di Rimbaud... sin quando non le parlo continuerà a non essere mediocre.

esatto. non è che siamo timidi, o riservati o scontrosi. non vogliamo spezzare l'incanto, e realizzare per l'ennesima volta, nel senso più deteriore, che il mondo è un troiaio.

>contorno per il capretto

peccato che tu non sia qui. giocheremmo a spezzare l'ossicino della fortuna con le dita dei coreani.
comunque mi hanno sgamato a fumare in camera, quindi diciamo che siamo pari (come no)
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#9    20 Settembre 2006 - 11:00
 
invece 'kafka a melbourne' -o a Sidney, dove cazzo stai, per me quella stronzata di paese coi canguri è tutto uguale- sembra il miglior pezzo del blog. E' spleen, ma intellegibile, digeribile, assimilabile. Daje vviggè. Il prossimo post lo vorrei sull'influenza dei racconti kafkiani nell'opera di Steve Irwin. In particolare "la tana" e "le metamorfosi".
utente anonimo

#10    21 Settembre 2006 - 04:33
 
si può dire senz'altro che Irwin ha agito ciò che in Kafka era mera potenza.
ha detto suo padre alla cerimonia di ieri:
"non pregate per Steve, che adesso riposa in pace. pregate per gli animali, che hanno perso il loro migliore amico".
così Didi, la figlioletta di forse nov'anni del crocohunter: "Babbo, eri il mio eroe, ma soprattutto mi facevi ridere".
e Kafka sarebbe stato d'accordo.
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