Le vie dei Qantas

Antipatici antipodi (taccuino australiano)

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venerdì, 15 settembre 2006

Deplorevole scontro di civiltà

Riprendiamo l’appassionante saga “Razzismo bipartisan”.
Questa volta le telemandorle sono esenti.
E’ uno scontro frontale tra Italia ed Australia.
E senza sbusonate in area avversaria, a sto giro.





Bestiario

Scende in campo, a perorare l’odio australiano, un periodico che porta il nome di Zoo.




Qualche finocchietto di Amnesty eccepirà che è scorretto, sul piano del metodo, odiare l’Australia sulla base di una rivista.
Giusto. Se la critica non venisse da un finocchietto di Amnesty, giuro che rivedrei seriamente i miei metodi.
Ugualmente, dirò che il mondo -diciamo il consorzio umano, meglio- si giudica eccome dalla sua stampa. In Messico, un quotidiano pubblica in prima pagina, in grande formato e a colori, foto di corpi decapitati. In Inghilterra pubblicano il carteggio segreto sui bocchini del principe Sventolino al suo maggiordomo. In Italia fanno tenere rubriche a Bruno Vespa.
(ok, questa era troppo facile)
E in Australia hanno Zoo.
Non m’improvviso antropologo. Vi dico solo cosa c’è dentro Zoo, e voi tirate le somme/le cuoia/i remi in barca,

Copertina: figona bionda svestita del Grande Fratello australiano. Titolo: “Holy cheese, it’s…Bree”.
Holy cheese? Si tratterà di un’espressione idiomatica. Cioè, non vorrà dire letteralmente “santo formaggio”. A meno che non si tratti di un calembour sul nome della ragazza, che si pronuncia uguale al celebre formaggio francese. Andiamo avanti

Pp. 6/7: grandi foto di schianto aereo. In una foto, c’è una vignetta che origina dall’aereo, precisamente dalla sua parte anteriore: da stabilire se attribuita ai piloti o al velivolo stesso.
La vignetta dice: “We may experience some turbulence ahead”.
Nella foto seguente, l’aereo si schianta contro una torre di pilotaggio




Pp. 8/13: fighe svestite

 Pp. 14/15: un ragazzo che somiglia a Pete Doherty, però sfigato, gioca con un grosso serpente. Segno che il destino tragico di Steve Irwin non li ha fermati.

E qui mi permetto, in via eccezionale, un saltello nel paratesto.
E’ una nota locale che presumo non sia arrivata in Italia.
Dalla morte del mitico “crocodile”, un bel po’ di razze sono state trovate morte sulle spiagge del Queensland. Morte e amputate di coda. Le autorità sospettano, con buona ragione, che si tratti di una vendetta verso la specie animale colpevole -tutte uguali, ste razze!- della scomparsa del magico Steve.
Gli australiani amano la natura. Finché sta lontana dai naturisti.
Non si creda, naturalmente, che se ne vadano tutti a caccia di razze -peraltro l’avevo preconizzato in un post precedente: qualche grazioso si vada a rileggere gli ultimi scritti, e mi faccia sapere dove.
Tuttavia, quei pochi sono così deficienti da alzare notevolmente la media di deficienza di tutto il paese. Ma ora basta, non vi voglio influenzare.



 Pp. 22/24: figa svestita. E’ identica alla conduttrice della Prova del cuoco, di cui ora mi sfugge il nome; ma apprendo dall’irreprensibile Zoo che si tratta invece di concorrente del format Survivor. E se è sopravvissuta lei…
 Pp. 27 (occhio a questa). “Face tumor”. L’immagine di un vietnamita ventenne affetto da tumore incurabile dove vi dice il titolo. Faccio fatica a descriverla. Al posto del volto c’è una specie di palla da rugby, senza più naso né bocca, con una specie di cratere biancastro nel mezzo. L’epidermide è color melanzana. Gli occhi si intravedono appena, due fessure ormai spente e incapaci perfino del pianto. Potrebbe anche trattarsi di un fake. Ad ogni modo, la didascalia dice che la gente del suo villaggio lo ha preso per la reincarnazione del dio Ganesh. Mentre io avevo preso i lettori di Zoo per la reincarnazione dello scemo del villaggio.

Pp. 33: concorso fotografico rivolto ai lettori. Si chiedono stranezze e simpaticherie. Vincitrice è l’immagine di una buick dal bagagliaio seminato di ghiaccio, da cui spunta qualche bottiglia di birra che due robusti australiani, chissà perché divertiti, suggono tra rutti e scoregge.
Seconda classificata, e mirabile esempio di autoironia nazionale, è la foto di Steve Irwin in tuta da sub, la bocca aperta in un’espressione terrorizzata -o forse si è appena fatto una birra- e dietro di lui le fauci assassine di un coccodrillo, infinitamente più grandi.
Fidatevi, che fa ridere.
Terza classificata, l’immagine di un aereo in volo minacciato dalle Twin Towers, svettanti e provviste per l’occasione di potenti reattori. Soprattutto, integre. E’ un esempio iconico della teoria pirandelliana nota come “sentimento del contrario”, o dell’adagio berlusconiano catalogato alla voce “ribaltamento della realtà”. Duchamp sarebbe colpito.

Pp. 34/35: la cosa migliore di Zoo. Senza ironia. E’ un servizio sulle dieci gang criminali più pericolose del mondo. Al primo posto, curiosoni che siete, si piazza ovviamente Mara Salvatrucha, il gruppo rivoluzionario di El Salvador integralmente passato al narcotraffico e al controllo territoriale; quello che per entrarci devi sgozzare una donna afroamericana -ma vi potete scaricare il modulo di autocertificazione. Unico neo, non sono esplicati i parametri di giudizio: a parte i ragazzi di El Salvador, di cui sono in pochi a mettere in discussione il primato, non ci è dato sapere su quali basi -più che approssimative- troviamo i Dardies (Giamaica) sul podio d’argento e i The Nations (Chicago) su quello di bronzo.  




E possiamo piantarla qui.




Stupidario

Per la causa del razzismo italiano si spende invece la mia serata trascorsa all'Istituto Italiano della Cultura.





Un'anziana collega andava a incontare la delegazione dell'Università La Sapienza, ed io mi sono attaccato alle sue sottane -nel senso che mi sono aggregato, razza di giuggioloni- nella speranza di arruffianarmi la direttrice dell'Istituto.
Cosa ha spinto i togati accademici a Melbourne? Quale traguardo scientifico avvinceva le sponde transoceaniche? Ero molto curioso.
C'era un gruppo nutrito di professori, più due hostess fatte passare per studentesse.

Programma della serata:

Conferenza del professor Piripacchio, economista di grido, sull'Unione Europea. "Per gli australiani sarà molto interessante conoscere questa realtà", ha detto nel suo cappello iniziale. Eh, già. Sarà interessante scoprire che non solo c'è una cosa chiamata Europa, in un'area sperduta del mappamondo downunder, ma addirittura che questa Europa è unita, grazie a una serie di accordi stipulati dal '50 in avanti. Certo che non si finisce mai di imparare.




Purtroppo, da europeo spocchiosetto, ho iniziato ad annoiarmi quando il prof. Piripacchio spiegava cosa si intende per Benelux (eh, il fascino delle lingue morte).
Nondimeno, le mie orecchie lo hanno sentito dire, qualche eone più tardi, che "contrariamente a quanto si dice e si scrive, negli ultimi anni l'occupazione in Italia è cresciuta".
Voleva dire, immagino, che crescerà, in seguito alla misteriosa scomparsa di una delegazione della Sapienza, vista l'ultima volta penzolare dal ponte sul fiume Yarra. 
Due razze -sempre loro- saranno giudicate colpevoli del delitto, e condannate a pregare con la coda rivolta alla Mecca su un tappetino a forma di Steve Irwin.





Ancora sconvolto dalle rivelazioni del prof. Piripacchio, l'uditorio è stato poi sottoposto ad un film.
Trattavasi di un documentario amatoriale di novanta minuti su: La comunità molfettana in Australia.
Il prof. Favagrossa ha annunciato con giusto orgoglio la proiezione di questa gemma d'archivio.
La platea rumoreggiava con gli occhi.
In quello sguardo potevi leggere quanto segue -traduco letteralmente, adattando le espressioni idiomatiche:

Ma testa di minchia che sei.
Vieni in Australia che è pieno di italiani.
Vieni a Melbourne che c'è metà degli italiani d'Australia.
Vieni all'Istituto Italiano della Cultura, e a sto punto ci dovresti arrivare da solo.
I molfettani d'Australia ce li hai davanti, in senso lato ma forse anche proprio.
E metti su Alberto Sordi. Metti Edwige Fenech sotto la doccia. Ma metti pure Maria De Filippi. Qualsiasi cosa, qualsiasi nell'universo, anche una scoreggina, darebbe più senso alla tua presenza qui, questa sera, del documentario sui molfettani d'Australia.
(e dove cazzo sei andato a pescarlo, poi?)
Vedi qual è il tuo problema, abitante dell'Italietta?
Il problema è che vuoi fare il furbo, farti un viaggio in Australia pagato dalla Sapienza, e cioè da quei fessi dei contribuenti tuoi connazionali.
Vuoi fare il furbo, ma in effetti sei scemo.
Anzi. Sei tutt'e due. Cioè, tu, Favagrossa, sei solo scemo, e probabilmente impotente, ma l' "italiano", considerato come un archetipo, riesce ad essere le due cose insieme, e questa oscena mistura lo condanna ad un ruolo grottesco nel mondo.
Lasciamo stare la mezzora di ritardo. Lasciamo stare la conferenza sull'Unione Europea, un pretesto patetico che quantomeno è costato un'oretta di tempo al prof. Piripacchio, sottraendolo
ai suoi film pornografici a base di zoofilia, fisting e coprofagia.
Ti giuro che cerco di non essere solito: cioè lagnarmi a nastro del mio paese, salvo esaltarlo quando è un forestiero a eccepire. A volte ci casco.
A volte. Ma questa volta è diverso. Perchè la tua scema furbizia è qualcosa che fa ribrezzo. Piglia su i molfettani d'Australia e vai a buttarti dalla torre Rialto, Favagrossa. Fatti un sushi da qualche parte, che costa poco e ti leva quell'alito marcio, e vai a giocare con i coccodrilli. Lo fanno tutti, qui. E' divertente. Prova.


Triplo fischio dell'arbitro.
Parità.



...e invece

Eh, invece.
Quanto sopra scrivevo ier sera, nel tepore della mia solitudine, di rientro da quell'osceno teatrino.
Senonchè, più tardi sono uscito con un tale che si fa chiamare Zio Fester, pur avendo i capelli e una faccia invero più da nipote che non da zio (contento lui).
Con Zio Fester, che è un meneghino neofita ed entusiasta di queste lande, e della stessa vita (gli passerà) siamo andati a ubriacarci al pub. I fumi scarlatti ci inebriavano, le strobo ci trasfiguravano in maschere demoniache, le squinzie lussureggiavano intorno, come in un sabba.
Poi, abbiamo fatto la conoscenza di due australiani ubriachi.
Il primo fa il musicista. Suona metal ma è sputato a Dave Gahan, e ciò spiega perchè a trentadue anni non ha ancora sfondato, se non qualche sedia in testa a qualcuno.
Ma Dave è a postissimo se comparato al secondo.
Signori e strappone, un naziskin australiano. Eccessivo, inaudito. Frutto di un parto lisergico di qualche esaltato -sapete, buco dell'ozono, steve irwin, meat pie: ce n'è di che uscir di senno.
Tatuato dalla testa di cazzo ai piedi di porco: serigrafie di Adolf Hitler, svastiche technicolor, acquile e croci celtiche, le scritte "Seig Heil" e "Christine I love you" -le solite cose da naziskin.
Non ci ha risparmiato alcuno dei suoi tatuaggi. Ogni trenta secondi si scopriva da qualche parte, e con far malizioso ci invitava a guardare -ma con discrezione, per carità. Ci ha mostrato il carrarmatino che aveva nella tasca del bomber. Ci ha detto che il nonno di una sua ex fidanzata spagnola era nelle SS. Blaterava di mitraglie Beretta e di Pax romana.
E quanto di più patetico, si vedeva lontano una yarda che era più buono del pane, e se stimolato a dovere sarebbe cascato in terra a piangere come un cencio le sue disgrazie.




Datemi atto. Questo riapriva la gara, e decretava la netta vittoria del razzismo sugli australiani.
Lo so, sembra la solita, furba meschineria da italiano. Sembra che mi ruzzolo in aerea per farmi dare il rigore.
Può darsi. Non so. Ma se fosse, gli australiani sono già abituati.

Al massimo se la prenderanno con la terna arbitrale -interamente composta di razze del Queensland.





So what

Ebbro per la vittoria -quanto poco bipartisan, me meschino- sono andato al lavoro stamane saltellando come un idiota per le arterie di Melbourne, fischiando dietro alle giapponesi e sparandomi in cuffia la sgallettata Rock Dj

-Rock Dj? Ma dici sul serio?

Datemi pure del frocio, dell'ebreo nazi con gli occhi a mandorla o del membro di una delegazione dell'università la sapienza. Resta il fatto che I've got so much live running through my veins, voi non so.
Perchè poi possieda un disco di Robbie Williams è tutt'altra storia, che pochi sanno e non osano dire.




P.S. Risentita Kids are alright, ho stabilito che Kylie è più mascolina di Robbie. Robbie è un frocio perso sul serio, di certo ha lasciato i Take That perchè Gary lo brutalizzava ogni sera nel camerino, e lui ha scoperto che gli piaceva. Non sto dicendo che Kylie sia mascolina, intendiamoci -per quanto adesso, dopo il cancro alle tette...Sto dicendo che è più mascolina di lui.
Amen. Good morning mates.




Update


Vai con Dio. Uno qualunque.

Apprendo ora della morte di Oriana Fallaci.
Una donna forte, minata dal "male incurabile" che pure ha domato per anni.
Ma il ritorno in tv di Santoro le ha dato il colpo di grazia.
Da un lancio d'agenzia Adnkronos:

Nella sua ultima invettiva, lo scorso 30 maggio 2006, la scrittrice ha attaccato un po' tutti. Romano Prodi e Silvio Berlusconi, liquidati come ''due fottuti idioti''; gli immigranti messicani che manifestano con le bandiere del proprio paese (''mi disgustano''); per il presidente venezuelano Ugo Chavez (''mamma mia''); per Federico Fellini, di cui non ricorda l'intervista ma che non le piace; per l'olio di oliva fatto in New Jersey.

Beh. Una che riesce a odiare l'olio d'oliva fatto in New Jersey denota almeno una spiccata personalità.
Di mio, mi limito a rilevare che il titolo del post, edito tre ore fa e all'oscuro di tutto, è quantomeno appropriato. Comunque la si voglia intendere.


 

("molta gente ha paura di dire quello che pensa, cioè quello che dico io")
postato da: vannij alle ore 06:41 | link | commenti (4)
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Commenti
#1    15 Settembre 2006 - 14:56
 
Vogliamo iniziare con lo smascherare al mondo il perchè tu, il super rocker, possiedi un cd di robbie?..ti gongoleresti come al solito visto che cela ricordi di corpi nudi di messicane in lap dancing a 3 cm dalla tua faccia! quindi non dirò altro. onore al mio coraggio nell'accompagnarti e nel restare a distanza, donna encomiabile!

Allora sono qui a permettermi di appesantire il tuo blog aggiornandoti sui tormentoni italiani del momento a cui ammuffiti professori della Sapienza non rendono giustizia. Tutto ciò, specifico, visto da Modena che, per pochi giorni, si trasforma in un bulbo pulsante di idee "eretiche" per il livello medio del dibattito intellettuale italiano che ci propinano nei quotidiani, nei settimanali in voga e alla tv coi pochi canali che si ritrova.
Cito Iacono (ateneo pisano per gli ignoranti..nel senso che ignorano) primo luminare da me ascoltato che smaschera una bella frase con cui Bertinotti ha raccolto ovazioni alla fine di un suo intervento: "siamo tutti gay, ebrei, musulmani". Qui si vede, (parla Iacono) tutto il delirio di onnipotenza, vizietto proprio della cultura occidentale; questa mania di abbracciare tutto, di capire tutto, di essere, quindi riassumere tutto in sè. Presunzione di sapere cos'è il bene per tutti. Ma le UNIVERSALIZZAZIONI sono per definizione escludenti, ci sei dentro solo se sei compreso nello schema secondo cui quelle sono state create, altrimenti non esisti, non sei degno della definizione civiltà. [Hegel aveva dovuto escludere l'africa nera dal suo concetto di storia dell'uomo (con l'egitto non potè farlo per ovvi motivi) perchè non aveva prodotto civiltà, e risolve considerando l'uomo dell'Africa nera semplicemente Natura.]

Dicevo i tormentoni del momento in Italia: la lezione del Papa in cui parla "male" dell'Islam con l'artifizio di citare tale Manuele II, imperatore bizantino : Pur trattandosi di citazione storica, diciamo che se la poteva risparmiare (pare poi che la direttiva sia piaciuta anche ai cristiani), sembra un po' il berlusca dei tempi d'oro quando, dopo aver detto spropositi, si rammaricava di essere stato frainteso.
Coi tempi che corrono, Oh Papa, aneli proprio a riorganizzare un esercito di crociati da schierare a difesa di donne e bambini aggrediti nei Mc Donald's (concedetemelo!) dai turchi barbuti farciti di bombe.
Mi dispiace, ma ancora una volta l'obiettivo Melbourne mi sa che verrà messo da parte per la ben più appetitosa e spettacolare piazza san pietro..poveri gli scalpellini che tanta fatica fecero per vedere il loro lavoro rovinato da banali attacchi islamici, è proprio vero che non cambia mai nulla!

Il secondo tormentone è la questione adozioni, (intervento del pubblico) qui si cita un luminare di Berlino che ritiene l'adozione un atto di schiavismo, si prenderebbe il bambino come un giocattolo con cui sfogarsi, e a cui ricordare tutta la vita la sua condizione di adottato e da cui pretendere eterna riconoscenza e devozione.
Il buon Iacono, con sorrisetto, dice ciò che io (si proprio io..non che ci volesse un genio) stavo pensando: "potrei estendere questa affermazione anche ai figli naturali."
E qui entriamo nella questione ben conosciuta di quanto fare un figlio corrisponda ad un atto di profondo egoismo, a volte per sfuggire alla noia quotidiana, altre come atto autoreferenziale dove si anela a creare un proprio clone per soddisfare il sogno di prolungare la propria esistenza. Per fortuna che tutte queste "buone intenzioni" vengano vessate e distrutte (la maggior parte delle volte, lungi da me l'idea malsana di generalizzare) dal nuovo soggetto in questione, su cui si fa un gran parlare finchè non è lui che inizia a parlare (azzittirci) e a vivere la sua vita nel modo egoistico che ci è proprio in quanto esseri umani; e gratitudine e assistenza ai genitori ti saluto, che c'ho un attimo da farmi i cazzi miei, e magari ne riparliamo tra qualche decina di anni, quando mi sarò sfogato.
La notizia da cui il dibattito: bambina bielorussa in affidamento temporaneo a coppia ligure, nascosta da questi per impedire il rimpatrio al termine del soggiorno/affidamento. Causa: la bambina dichiara di aver subito violenze nell'orfanotrofio bielorusso in cui viveva e sarebbe dovuta tornare a vivere.
Stato dei fatti: la Bielorussia ha bloccato il flusso di bambini in adozione/affidamento verso l'Italia finchè questa bambina non viene rimpatriata. Gran dichiarazioni di diplomatici bielorussi. E gli italiani? Anche la polizia ora cerca la bambina. Ma qual è la posizione dello stato? o sti genitori vengono accusatoi di sequestro di persona o si ritiene il fermo legittimo e la si protegge come stato finchè non si fa luce sulle condizioni dell'orfanotrofio o si esige un altro luogo per lei in Bielorussia. Insomma, tetrino all'italiana? Perchè quando serve pragmatismo i nostri politici lasciano correre sperando che la situazione si risolva da sè (magicamente?), o si cagano in mano? che siano fatti per cose più alte?
A propò, ieri avvistata al tg1 sottosegretario agli interni, strafiga sulla trentina (max 33). Per carità, w lo svecchiamento delle istituzioni, ma quando si tratta di eccezioni di questo calibro, la certezza sorge spontanea "a quanti l'ha fatta annusare?" (per usare un delicato eufemismo.)

Bene, ecco concluso il mio sfogo quotidiano, scusa, ma la solitudine nella Piazza Grande di questo sabato modenese, vissuta alle 13, "sotto il chioppo del sole" (tanto perchè non si perdano le mie origini marchigiane) dà questi risultati.

Un abbraccio; speranzosa di non aver tediato, ma reso un servizio.

Dall'inviata papera

p.s. Bella la dichiarazione di amore fraterno. W l'amoore! (davvero, non sono ironica, mi sono commossa.)

p.p.s. Concludo con la terza notizia del giorno che stavo per dimenticare: Ieri sera Santoro si è riappropriato di un suo programma tv. Le campane della Cattedrale di Salerno (suo paese natale) hanno suonato a festa.
"E' iniziato l'anno zero della libera informazione, le catene che hanno tenuto Michele Chi? lontano dal video sono ormai ferraglia arrugginita, qualcuno ha già proposto di elevare il 14 settembre, giorno in cui si celebra la santa Croce, a festività nazionale." Aldo Grasso, Corriere della sera, 15 settembre 2006, Italia, Europa.
utente anonimo

#2    15 Settembre 2006 - 20:54
 
bisogna ripassi con meno fretta. ho letto soltanto le parti delle fighe svestite. quella che assomiglia ad antonella clerici la vorrei vedere. non mi sa nè da figa, nè da svestita.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente claudioossani

#3    16 Settembre 2006 - 06:23
 
@clos

la clerici! certo! bestia che sono.
ovviamente questa qui e' piu' giovane, piu' carina e piu' magra. pero' di faccia somiglia.
d'altra parte le fighe svestite, diro' con grande onesta' intellettuale, hanno qui il ruolo di specchietto per le allodole -giusto qui, eh.
in realta' questo blog parla di tosaerba.
ma vedi che piu' sotto c'e' un post cinefilo -"bevete piu' latte"-, memento ai bei tempi andati

vannij
utente anonimo

#4    16 Settembre 2006 - 06:42
 
@ papera

riconosco che per come l'ho messa, la storia del disco di robbie, era un invito a svelarla.
tuttavia confidavo nella pieta' per mia madre.
prendo atto che non c'e' pieta'.

quanto alle stronzate di bertinotti, non resta che prenderle alla lettera e lapidare il frocio che e' in noi, mentre l'ebreo e il musulmano che sono in noi si fanno saltare in aria a vicenda.
e' per cose cosi' che sono sempre piu' in imbarazzo nel dirmi di sinistra.
se gli onnicomprensivi si dessero a battaglie piu' personali scoprirebbero che tante volte non sono meno utopiche.

la cosa di Santoro e delle campane non la sapevo. e' proprio un idolo delle folle, quel paraculo. peccato che la Fallaci e' morta poco dopo e non poco prima -scommetto l'ha fatto apposta.

anyway, devo scrivere post piu' corti. vedo che aizzo la prolissita' nel lettore. hey, get a life, mates.
naaaa, si scherza. e' sempre un piacere.

baci da akapulko, companera.

vj
utente anonimo

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